Le fasi del planning process del piano aziendale

La predisposizione di un business plan è finalizzata non solo alla determinazione degli obiettivi strategici e degli strumenti per realizzarli, bensì anche al monitoraggio dei risultati di anno in anno raggiunti.
Le imprese di maggior successo, infatti, fondano la propria attività organizzativa su business plan ogni anno modificati e rivalutati a seconda delle attese perseguite.

Tale attività garantisce, peraltro, la verifica della correttezza degli indicatori di performance e dei key value driver, poiché la società può controllare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi che si era prefissata in quel determinato periodo temporale.

La prima fase richiede la valutazione di come clienti, fornitori, partner e concorrenti percepiscono l’azienda. In questo modo sarà possibile conoscere i punti di forza e di debolezza, gli errori commessi e le aspettative degli stakeholder.

Una volta ottenuta una risposta soddisfacente sarà necessario sviluppare la mission: si tratta di definire la guida generale da seguire per realizzare la vision della società, cioè come ci si vede nel futuro più lontano. In particolare, vision e mission devono essere tra loro coerenti ma soprattutto devono rispettare la filosofia della società, e dunque i valori che compongono la cultura aziendale.

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Executive summary: cos’è e perché serve

Si tratta di una delle parti fondamentali dell’intero piano aziendale, nonché il punto di partenza nella lettura da parte degli stakeholder e dei soggetti interessati. Potrebbe essere definito come un business plan in miniatura con due obiettivi fondamentali. Da un lato, sintetizzare in un numero ridotto di pagine tutti i punti più importanti dell’intero piano aziendale. Dall’altro far sì che i lettori siano invogliati a proseguire nella lettura.
Deve quindi essere non solo un buon biglietto da visita della società e delle proprie intenzioni, ma anche sufficientemente chiaro da colpire l’interesse del lettore.

Un buon executive summary, infatti, permettere a colui che vi si interfaccia di rispondere a domande essenziali. Per esempio: l’idea alla base del business plan ha senso? L’attività è stata pianificata a fondo? Il team management è competente? Quali vantaggi competitivi ha l’impresa rispetto ai concorrenti?

A chi è indirizzato il business plan

Tra i diversi fattori da tenere in considerazione, la società deve comprendere a chi verrà indirizzato il business plan.

Infatti, a seconda dei destinatari, il business plan dovrà avere delle caratteristiche che possono meglio rispondere alle esigenze informative. Si pensi, per esempio, agli interessi di: istituti di credito, investitori privati, fondi di private equity, competitors ovvero particolari settori di mercato.

Si comprende, dunque, che l’interesse di un istituto di credito potrebbe attenere alla solidità patrimoniale e finanziaria nelle diverse fasi del ciclo di vita della società cui auspicabilmente concederà un finanziamento. Diversamente, un investitore potrebbe invero essere interessato al ritorno del capitale di rischio che potrebbe voler investire; o ancora, un venture capitalist potrebbe essere interessato ad una nuova tecnologia da sviluppare.

Sia il piano aziendale che l’executive summary dovranno quindi essere calibrati a seconda delle attese dei soggetti cui è indirizzato, adottando uno stile narrativo piuttosto sintetico.

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