La disciplina delle start up e PMI innovative, ed il favor del legislatore nei loro confronti, si riconferma anche nell’analisi della disciplina dal lato degli investitori di tali società.
Poiché l’obiettivo è quello di garantire l’idoneo sostentamento delle società e la massimizzazione dei finanziamenti, è coerente che vi siano degli incentivi per gli investitori sotto forma di agevolazione fiscale.

In particolare, in merito a tale aspetto, è intervenuto il Decreto ministeriale 156 del 7 maggio 2019, il quale definisce le modalità, i limiti, i requisiti e le agevolazioni previste per gli investitori di quelle che sono definite start up e PMI innovative ammissibili. Se non vi sono dubbi circa la determinazione dei requisiti di una start up innovativa, particolare attenzione deve porsi sui parametri previsti per le c.d. PMI innovative ammissibili. 

Le PMI ammissibili alle agevolazioni per gli investitori

Innanzitutto, quindi, il decreto in analisi richiama la definizione di Piccola Media Impresa, così come definita dall’art. 4 della L. 3/2015, e dunque: “Per Piccole Medie Imprese Innovative […] s’intendono le PMI, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE, che possiedono […] almeno due dei seguenti requisiti:

  1. Volume di spesa in ricerca e sviluppo, in misura uguale o superiore al 3 per cento della maggiore entità tra costo e valore totale della produzione della PMI innovative […];
  2. Impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera […];
  3. Titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale, relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una tipografia di prodotto a semiconduttori […].

Ulteriori parametri di valutazione delle PMI ammissibili

Al verificarsi dei predetti requisiti, la natura di PMI innovativa non costituisce caratteristica sufficiente per l’accesso alle agevolazioni da parte degli investitori. Il decreto ministeriale prevede infatti ulteriori parametri di valutazione, i quali possono riassumersi in:

  • L’investimento deve essere effettuato in PMI ai sensi del predetto articolo, anche se non residenti in Italia, purché in possesso dei medesimi requisiti. Devono, inoltre, essere residenti in Stati membri dell’Unione Europea ovvero in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo che abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • L’investimento rileva nei casi in cui effettuato nei confronti di una PMI che abbia effettuato la prima vendita commerciale da meno di 7 anni. Qualora la PMI sia sul mercato da più di 7 ma meno di 10 anni, la società rientra comunque tra quelle ammissibili purché non abbia ancora dimostrato in misura sufficiente il potenziale di generare rendimenti;
  • L’investimento rileva nei casi in cui sia effettuato nei confronti di una PMI innovativa senza limiti di anzianità se la stessa effettua un investimento in capitale di rischio in base ad un business plan relativo ad un nuovo prodotto o ad un nuovo mercato geografico che sia superiore al 50% del fatturato medio annuo dei precedenti cinque anni.

Gli incentivi per gli investitori ai fini IRPEF

Le agevolazioni previste per le persone fisiche prevedono una detrazione ai fini IRPEF pari al 30% dei conferimenti rilevanti effettuati per un importo non superiore a euro 1.000.000 in ciascun periodo d’imposta. Resta ferma la possibilità di computare l’eccedenza negli esercizi successivi, ma non oltre il terzo.

Gli incentivi per gli investitori così determinati, tuttavia, spettano fino ad un ammontare complessivo dei conferimenti ammissibili non superiore a 15.000.000 euro misurato in capo all’impresa. Una certificazione rilasciata da parte della start up o PMI innovativa verifica tale aspetto.

L’ottenimento delle agevolazioni fiscali descritte viene subordinato, in ogni caso, alla presentazione di apposita documentazione rilasciata dalla start up o PMI innovativa ammissibile. La stessa è differenziata, in base al decreto ministeriale in oggetto, a seconda dei casi e del rispetto o meno delle soglie e delle limitazioni precedentemente indicate.

Esclusivamente ai fini IRPEF, sono stati introdotti incentivi rientranti nel regime “de minimis, alternativi e non cumulabili rispetto a quanto sopra. Questi incentivi consistono in una detrazione IRPEF pari al 50% sull’ammontare dell’investimento effettuato nei limiti di 100.000,00 euro per investimenti in start up innovative e fino a 300.000,00 euro per quelli in PMI innovative ammissibili. La parte eccedente a detti limiti sarà oggetto dell’agevolazione pari al 30% di detrazione già prevista in precedenza.

Le agevolazioni ai fini IRES

Qualora il soggetto che effettua gli investimenti sia invece una persona giuridica, per i conferimenti in denaro iscritti a capitale sociale e a riserva di sovrapprezzo è prevista una deduzione del 30% di quanto investito. In ogni caso, non può superare € 1.800.000, con possibilità di riportare l’eccedenza nei periodi successivi non oltre il terzo.

Restano fermi gli ulteriori adempimenti e la documentazione necessaria per poter determinare l’effettività dei requisiti, quali condizione sospensiva all’ottenimento delle agevolazioni. 

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