Focus sul Fondo di garanzia per le PMI: che cos'è e come funziona

Definizione e ambito applicativo

Lo Stato italiano e l’Unione Europea si occupano di operazioni di affiancamento alle imprese e ai professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito. Tale operazione si effettua mediante la costituzione e lo stanziamento di risorse all’interno del Fondo di Garanzia per le PMI.

L’obiettivo è quello di prevedere un ammontare di risorse tale da permettere l’ottenimento delle garanzie sufficienti al fine di poter procedere alle richieste di credito presso le banche o altri istituti.

Si tratta, quindi, di una garanzia pubblica a disposizione delle PMI che spesso si affianca a quelle garanzie reali apportate dalle stesse imprese. Tale meccanismo si traduce nella possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive.

Tali passaggi operativi possono essere attivati qualora i soggetti beneficiari dell’agevolazione abbiano ottenuto finanziamenti da parte di banche, società di leasing ovvero da altri intermediari finanziari. Questo, senza che il Fondo stesso intervenga nel rapporto giuridico con l’istituto di credito, lasciando libertà negoziale alle parti.

Si tratta di un Fondo dedicato alle Piccole Medie Imprese, ai sensi della definizione normativa e iscritte al Registro delle Imprese, nonché ai Professionisti iscritti agli ordini professionali, appartenenti a qualsiasi settore.

Le novità del Decreto “Cura Italia”

Il Decreto in oggetto interviene apportando un’importante modifica al Fondo di Garanzia per le PMI, potenziandone l’ammontare e garantendo un accesso facilitato alla garanzia pubblica, nonché prevedendo un’estensione delle garanzie.

Le peculiarità principali di tali modificazioni attengono, innanzitutto, al limite temporale di durata delle stesse, fissato pari a nove mesi.
Innanzitutto, il legislatore ha previsto la gratuità della garanzia, rinunciando all’applicazione delle commissioni precedentemente previste per l’accesso al Fondo.

Il Decreto innalza, inoltre, il massimale garantito a 5 milioni di euro, è stabilita una percentuale pari all’80% per gli interventi di garanzia diretta e del 90% per gli interventi di riassicurazione. Fermo restando l’applicazione della normativa ordinaria qualora venga superata la soglia precedentemente specificata.

Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno, inoltre, portato all’introduzione di una estensione automatica della garanzia del fondo, sia per quanto attiene le operazioni di rinegoziazione sia per i finanziamenti le cui rate sono state sospese a causa degli effetti del virus.

Il Decreto “Cura Italia” garantisce l’accesso a tale fondo attraverso una semplificazione della valutazione dei requisiti per l’accesso, i quali valuteranno e considereranno i soli parametri economico finanziari per le PMI, nonché, per le start up, senza alcuna valutazione.

Come funziona il Fondo di Garanzia per le PMI

La garanzia in oggetto, fermo restando le soglie e le percentuali precedentemente indicate, può essere finalizzata a due operazioni. In primo luogo, alla copertura delle garanzie direttamente finalizzate all’ottenimento di finanziamenti a medio lungo termine. In secondo luogo, operazioni di sottoscrizione di mini-bond ovvero di altre operazioni finanziarie, quali quelle di anticipazione di crediti verso la pubblica amministrazione o di consolidamento delle passività a breve termine.

L’accesso effettivo al fondo non deve, però, essere operato dalla società richiedente il finanziamento. Infatti, è l’istituto bancario che si occuperà di inoltrare la domanda al Fondo stesso.

Una volta pervenuta il Fondo di Garanzia per le PMI applica il c.d. “sistema di rating” il quale si occupa di valutare le società che hanno fatto domanda assegnandovi una classe di rischio. Quest’ultima si determina in base a due parametri fondamentali. Il primo attiene all’ammissibilità della garanzia e il secondo alla percentuale di copertura della garanzia stessa. Questi valori verranno modificati in base alla forma giuridica, al regime di contabilità e al settore economico di riferimento.
Per le start up, tuttavia, si effettua una valutazione del merito di credito che considera i valori risultanti dal modello per i bilanci previsionali e del business plan redatti sulla base di un format prestabilito.

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