Strumenti Finanziari Partecipativi: strumento per reperire risorse finanziarie

Negli ultimi anni il panorama imprenditoriale italiano ha sempre più rilevato la necessità di accedere a nuove modalità di finanziamento. Tuttavia, tali necessità si sono spesso accompagnate al timore e alla necessità di mantenere il controllo sulle proprie decisioni societarie, aspetto che potrebbe essere messo in discussione in caso di accesso al capitale di rischio da parte di nuovi soggetti. Per poter ovviare a tali problematiche, quindi, il Legislatore ha introdotto uno strumento a metà strada tra le azioni e le obbligazioni, caratterizzato da un’elevata adattabilità: gli strumenti finanziari partecipativi.

Origine e potenzialità

Gli strumenti finanziari partecipativi sono stati introdotti con la riforma del 2003 e si sono progressivamente affermati nella prassi societaria. Sono connotati da un elevato tecnicismo e si sono rilevati strumento di uso quotidiano in quanto caratterizzati da estrema elasticità e duttilità.

Permettono, infatti, alla società emittente di ottenere nuovi finanziamenti sotto forma di apporti di capitale di rischio, potendo tuttavia limitare la possibilità di intervento nelle questioni societarie rilevanti da parte dei titolari di tali strumenti.

Si tratta, pertanto, di un istituto statutario la cui disciplina convenzionale deriva quindi dallo statuto sociale, attraverso il quale è possibile delineare con chiarezza la forza decisionale ad essi correlata, nonché i diritti patrimoniali e amministrativi ad essi connessi.

Definizione e caratteristiche degli strumenti finanziari partecipativi

L’utilizzo del termine “partecipativo” in materia di strumenti finanziari attiene, sostanzialmente a due aspetti fondamentali, ovvero:

  • la titolarità di diritti di natura amministrativa, tramite cui il titolare partecipa, direttamente o indirettamente, alla gestione della società;
  • la titolarità dei diritti patrimoniali tipici della partecipazione azionaria, quale il diritto agli utili.

Gli strumenti finanziari partecipativi possono, quindi, essere configurati con contenuto patrimoniale partecipativo e/o con diritti patrimoniali di natura strettamente finanziaria.

Nel primo caso la società non ha obbligo di rimborso o di pagamento di una somma di denaro ad una determinata scadenza, quindi il titolare dello strumento non è titolare di un diritto di credito ma di un diritto di partecipazione agli utili, alle riserve e al residuo della liquidazione.

Nel secondo caso, invece, è possibile configurare strumenti con diritto di rimborso, ai quali dovrà necessariamente accompagnarsi un diritto amministrativo di partecipazione alle scelte societarie, in materie statutariamente definite. In tal caso si configurerà, patrimonialmente, un’obbligazione alla quale si accompagnano però diritti partecipativi tipici dell’azionariato.

L’autonomia statutaria in materia di strumenti finanziari partecipativi

L’autonomia statutaria ha ampio potere nel disciplinare gli strumenti finanziari partecipativi, lo statuto può prevedere, infatti, una particolare legge di circolazione, poiché è possibile escludere la trasferibilità di tali strumenti, coerentemente al fatto che il legislatore ammette che gli apporti possono avere carattere individuale ed infungibile (ad esempio prestazioni d’opera o di servizi).

Risulta anche possibile prevedere limiti alla circolazione degli strumenti finanziari partecipativi, sottoponendo l’alienazione a particolari condizioni o al gradimento degli organi sociali. Inoltre, l’incorporazione in titoli di credito non è obbligatoria, pertanto la società può decidere se rilasciare o meno dei certificati rappresentativi degli strumenti, senza che tuttavia ne sia preclusa la circolazione.

Infine, la duttilità contenutistica di tali strumenti permette il configurarsi di due diverse situazioni. Da un lato la creazione di categorie di sottoscrittori del capitale, e dunque soggetti le cui scelte dovranno espletarsi all’interno di assemblee speciali di categoria. Qualora, invece, gli strumenti in oggetto garantiscano soli diritti di natura patrimoniale, non vi sarà la creazione di alcuna categoria. Le due diverse situazioni comportano il generarsi di un diverso grado di influenza nelle decisioni societarie, che potrà pertanto essere determinato in baso alle necessità e alle volontà della compagine sociale preesistente alla loro emissione.

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